P. Michele Piccirirllo

P. Michele Piccirirllo
P. MICHELE PICCIRILLO OFM

martedì 21 febbraio 2017

TERRA SANTA

Terra Santa, là tutti siamo nati.
(appartenenza, comunione e servizio)

1 INTRUDUZIONE.
                                    Per cominciare a comprendere il significato del titolo che ho scelto, partirei dalla lettura del Salmo 86.
 Emergono frasi come: “tutti sono nati” e “là costui è nato” che ci fanno riflettere e ci interrogano. Il Salmista non vede la città Santa di Gerusalemme così come era in quell’epoca, con le sue mura e le sue torri ma quella di lassù, la Gerusalemme celeste, che è libera ed è madre di tutti i popoli.
E’ l’anagrafe celeste, quella che descrive, ove gli eletti sono conosciuti e i cui nomi sono scritti nel libro della Vita dell’Agnello.


2 PREMESSA.
                                      L’Uomo, che la Genesi chiama il terrestre: Adamo, vive la sua storia entro due coordinate fondamentali: tempo e spazio, che ci determinano sin dal primo momento che veniamo al mondo. Anagrafe terrestre: io sono, nato a, il ... Così siamo segnati e riconosciuti per tutta la nostra vita ed al termine di essa verrà aggiunta la data della nostra morte che segnerà la fine di questa nostra esistenza terrena.
C’è poi un’altra anagrafe quella celeste come ci ricorda il salmista: quella della fede. Anch’essa come la prima ci segna profondamente, ci imprime una sorta di nostalgia che ci accompagnerà per sempre fino al giorno in cui arriveremo alla nostra pace eterna, luogo del nostro arrivo definitivo, in attesa di quel giorno siamo come pellegrini con nel cuore un sentimento di grande nostalgia. Il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Te (S. Agostino).
 Simbolo di questa seconda Patria Celeste è la terra che noi conosciamo come le Terra di Abramo, Isacco, Giacobbe è la terra di Mosè ma sopratutto è la Terra di Gesù di Nazareth, di Maria Sua Madre, di Giuseppe e di tutti i suoi primi discepoli. La Geografia Sacra si mescola con la Storia Sacra diventando un tutt’uno indivisibile nel nostro cuore.


TERRA SANTA.
                                   Perché è Santa?
·        Solo Dio è Santo ed è in relaziona a Dio che quella terra diventa e sarà chiamata: Santa.
·        Dio stesso chiamerà quella terra Santa, nell’episodio riportato nel libro dell’Esodo quando rivela a Mosè la sua vocazione. Nella stessa occasione Dio rivelerà a Mosè il Suo Nome (Es 3,5).
·        Santa in quanto essa è il luogo della Rivelazione di Dio ad Abramo, della liberazione per mezzo di Mosè dalla schiavitù, luogo promesso da Dio per il suo popolo perché vi abitasse.
·        Soprattutto il luogo dove Dio si fece Carne e venne ad abitare in mezzo a noi (Giovanni), ove soffrì per i nostri peccati, morì e risorse per la nostra salvezza.
La terra ove si sono svolti tutti gli eventi della Rivelazione e della salvezza che ritroviamo nel Vecchio e nel Nuovo Testamento, la Terra biblica.
Ricordiamoci anche solo di passaggio che questa terra è riconosciuta Santa anche dalle altre due grandi religioni monoteistiche, Ebraismo e Islam.
ALTRE DENOMINAZIONI.
Lungo i secoli fu chiamata terra di Canaan, degli Amorrei, d’Israele, di Giuda in relazione ai popoli che la abitarono. Dal periodo romano soprattutto con l’Imperatore Adriano (135 d. C.), prevalse il nome Palestina, topònimo di terra dei Filistei (una volta indicava solo la fascia costiera). Nel Nuovo Testamento non compare mai il termine Palestina menzionando sempre Israele e terra d’Israele (Mt 2,20-21).
Anche per quanto riguarda le storia attuale io menziono sempre tale luogo come Terra Santa non entrando nel merito della divisione tra Israele e Palestina e della gravissima situazione che anche oggi l’affligge.
3 AMARE LA TERRA SANTA.
L’Amore alla Terra Santa, ci fa incontrare i popoli che vi abitano, le loro storie, i loro problemi. L’Amore alla Terra Santa non è un amore di tipo ecologistico, nel rispetto della natura e ambiente, come potrebbe avvenire per quanto riguardano i nostri Parchi naturali, quanto un Amore solidale verso i nostri Fratelli di Fede che vi abitano e verso tutti coloro che soffrono per vari motivi. Tale sentimento si trasforma in Com-passione verso coloro che soffrono povertà o ingiustizia là dove Gesù proclamò le Beatitudine per tutto il genere umano, “Beati i Poveri, perché di essi è il regno di Dio. Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia, perché saranno saziati.”
Di questa ansia è testimone S. Paolo che in varie sue lettere esorta i cristiani arrivati alla fede dal paganesimo a farsi carico dei problemi economici dei santi che sono a Gerusalemme, di cui siamo tutti debitori per il fatto che la nostra fede arriva attraverso di loro.
Il problema della situazione di indigenza della Comunità di Gerusalemme era un punto che stava molto a cuore a San Paolo: ne aveva preso formale impegno in occasione del Concilio di Gerusalemme ed egli stesso dichiara di essere stato sempre sollecito di adempirlo (Gal 2,10) “Ci pregarono Pietro, Giacomo e Giovanni di ricordarci dei poveri: ciò che mi sono sempre preoccupato di fare”. Questo fatto risulta da vari ed espliciti richiami in varie sue lettere indirizzate alle Cominità da lui fondate. Paolo oltre all’aiuto materiale vuole significare il legame con la Chiesa-Madre di Gerusalemme alla quale si sente legato.
Vorrei soffermarmi in un breve commento tratto dalla Seconda lettera ai Corinzi (2 Cor 8,4).  Tutto il capitolo ottavo che nono sono dedicati al problema della colletta, leggiamo dunque il versetto in questione: “Chiedendoci con insistenza la grazia di prendere parte a questo servizio a favore dei Santi”. Così viene tradotto il brano non mettendo in risalto tutta la ricchezza che esso esprime. Compaiono tre vocaboli molto significati: il primo grazia (Karis) che designa la colletta. Come ci ricorda San Tommaso: “ la vera carità, anche quella materiale, è sempre frutto della grazia Celeste.”, Il secondo termine che compare è: koinonia che esprime l’Amore perfetto, di cuori e di beni come riportato anche nel libro degli Atti per rappresentare la prima comunità di Gerusalemme: “un cuor solo ed in’anima sola”, Infine il terzo termine è: diaconia, servizio che gli Apostoli assegnarono a uomini timorati di Dio tra i quali Stefano che sarà il protomartire del cristianesimo.
Potremo liberamente tradurre la frase in questo modo: “chiedendoci con insistenza la grazia di un amore perfetto verso i nostri fratelli nel servizio della carità.”

4 ALCUNE NOTE PERSONALI.
Una storia nata nella notte di Natale a Betlemme tanti anni orsono…
        Era la notte di Natale del 1952, il Sacerdote svizzero Padre Ernst Schnydrig, stava recandosi alla Messa nella Basilica della Natività. Nel breve tragitto che lo portava alla chiesa, passando vicino ad un campo profughi, incontrò un uomo palestinese intento a seppellire il proprio figlio morto per mancanza di cure mediche di base.
Da quell’incontro nacque il sogno di un ospedale aperto a tutti i bambini:
il Caritas Baby Hospital.
      Padre Ernest, assieme al medico palestinese Antoine Dabdoub e alla cittadina svizzera Hedwig Vetter cominciarono prendendo in affitto due stanze: la loro promessa "Noi ci siamo" continua ad essere mantenuta.
                 Oggi, il Caritas Baby Hospital è diventato un’oasi di tranquillità e di pace per i piccoli e per le loro famiglie che vivono in Cisgiordania. In quest’area abitano circa 300mila bambini, privi di una reale possibilità di assistenza sanitaria. Nella regione, il Caritas Baby Hospital rappresenta una struttura insostituibile. La situazione di continua crisi e conflitto nella Striscia di Gaza ha portato anche bambini di quel piccolo lembo di terra ad essere curati nel Caritas Baby Hospital.
Ogni anno dal poliambulatorio del Caritas Baby Hospital passano 40 mila bambini. Negli 82 letti dei reparti vengono accolti più di 4mila piccoli degenti.

Recentemente è stata creata l’Unità di Terapia Intensiva: l’ospedale è ben attrezzato anche per la gestione delle emergenze e il trattamento di piccoli pazienti in condizioni critiche.
Nell’ottobre del 2014 è stata inaugurata la nuova Play Room, la stanza in cui i bambini possono giocare e studiare e, in questo modo, guarire più velocemente, dono dei benefattori Italiani.   
              Aiuto Bambini Betlemme agisce in Italia per i piccoli della Palestina dal 2005. La nostra sede legale é Verona, ma i sostenitori e attivisti sono diffusi in tutto il territorio nazionale. Il 2 Ottobre 2010 nasce il Gruppo “Gli Angeli di Betlemme” con lo scopo di aiutare l’Associazione nella sua opera di aiuto e di conoscenza versi l’ospedale del Caritas Baby Hospital di Betlemme, l’unico ospedale specializzato in pediatria della Palestina che coinvolge e forma le madri nella cura dei bambini. L’associazione partecipa, inoltre, alla realizzazione di progetti a favore dei bambini malati e socialmente svantaggiati, delle madri e delle loro famiglie in Terra Santa. L’impegno è quello di costruire ponti di solidarietà e di comprensione reciproca tra palestinesi ed ebrei.
Siamo il nodo italiano di una rete più grande. Aiuto Bambini Betlemme Italia è parte dell’associazione Kinderhilfe Bethlehem. È stata fondato a Verona nel 2005 per volere del Vescovo Mons. Flavio Carraro ed ha la propria sede operativa a Bussolengo (VR). Aiuto Bambini Betlemme si propone come punto di riferimento in Italia per tutte le persone, i gruppi e le realtà organizzate che hanno a cuore il futuro del Caritas Baby Hospital e della Terra Santa. Gli altri nodi della rete Kinderhilfe sono in Austria, Germania, Inghilterra oltre che in Italia e Svizzera.
          Questa meravigliosa storia d’Amore continua oggi nei medici, nel personale paramedico, nelle Suore Francescane di Santa Elisabetta di Padova, che da più di quaranta anni prestano il loro servizio al Caritas Baby Hospital e nei tanti “Angeli” che vi dedicano tempo ed energie.
 Ringrazio il Signore di poterne far parte di questa storia da oltre quindici anni!   PG

             

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